Non vè alcun senso in massaggiatore della prostata

Dott. Mozzi: Prostata, prostatite, tumore, adenoma, problemi maschili

Come portare il ragazzo a raggiungere lorgasmo della prostata

Giunto a metà strada mi blocco: che ci fa un asciugamano steso sulla rena? Giungo al fondo della baia e mi guardo attorno: asciugamano, foulard rosa e borsa sportiva…. Come fai a conoscere questa baia? Tra una chiacchiera, una risata ed una confessione le ore scorrono piacevolmente senza che nessuno dei due se ne renda conto…. Una strana sensazione pervade il mio corpo fino a raggiungere il basso ventre: guardo quelle labbra rosee e carnose, i suoi occhi dolci e marroni, i suoi lunghi capelli biondi e i turgidi capezzoli…e mi ritrovo a perdermi nel desiderio folle di baciarla, folle e forse sbagliato perché siamo amici, folle ma quanto mai vivo e reale….

Il desiderio di baciarla esplode nel suo fragore: le prendo il viso con le mani ed inizio a baciarla, prima lievemente sulle labbra, poi con più avidità e veemenza; lei apre la sua bocca e le nostre lingue iniziano a toccarsi, non vè alcun senso in massaggiatore della prostata conoscersi, a danzare fra loro…le sue mani mi accarezzano la testa, mandando brividi giù lungo tutta la mia schiena, mentre le mie mani scorrono dal suo collo al prosperoso seno, soffermandomi su di esso con ampie carezze a piene mani….

Giovanna mi guarda eccitata e ci baciamo mentre ci masturbiamo reciprocamente… Improvvisamente si sposta da me ed il dito esce dal suo culetto sodo e rotondo…ma la sua mano rimane sul mio cazzo pulsante continuando a tirarmelo…. Giovanna inizia a muovere avanti ed indietro la testa per farmi un pompino indimenticabile, mentre io assecondo i suoi movimenti spingendo il mio cazzo nella sua bocca avida e lasciando sulla mia cappella la sua saliva, che si mescola al mio liquido. Io le ubbidisco senza fiatare ormai sono in suo possesso mi sdraio e lei si accovaccia tra le mie gambe.

Mi piace questo gioco ed allargo le gambe; lei scivola con la lingua più in basso e si avvicina al mio culo, iniziando a saggiare nuovamente il mio buchetto. Mi chino sul suo viso e le nostre lingue iniziano nuovamente a danzare fra loro…poi scendo sul suo morbido collo…e poi di nuovo più giù verso il suo maestoso seno: lecco tutto attorno le sue rosee e tonde areole ed in seguito allungo dei teneri baci ai capezzoli.

La voglia è tanta e piano piano scendo giù, verso il monte di venere e lungo le sue morbide cosce. Mi metto tra le sue gambe che lei prontamente divarica ed ammiro la sua forma, perfetta, rosea e profumata; il cuore martella nel petto, ogni influenza esterna scompare, rimango estasiato alla sua vista ed un sacro fuoco mi pervade: con ampie lappate percorro le grandi labbra, dapprima dolcemente e poi con maggior intensità, assaporandone la morbidezza e pregustando il suo fiore.

Inizio dapprima a stimolarlo con ritmo leggero per non infastidire Giovanna…e poi in maniera via via più sostenuta con la punta della lingua…poi dolcemente lo metto tra le mie labbra ed inizio a succhiarlo, prima con calma e poi con avidità crescente, che genera in Giovanna una sorta di piacere misto dolore che le spezza il respiro.

Il respiro di Giovanna si fa roco e rapido ed ogni penetrazione delle dita le strappa un gemito di piacere…. Mi stacco dal clitoride e la guardo, con le dita sempre immerse nel suo piacere: lei si sta stringendo le tette, torcendo i capezzoli, turgidi e bellissimi, al centro di areole perfette e quasi marroni perché irrorate di sangue, e spinge senza non vè alcun senso in massaggiatore della prostata il bacino verso di me per godersi pienamente le mie dita…una visione paradisiaca.

Giovanna, colta di sorpresa, lancia un alto grido di piacere; io, entusiasta, non mi fermo e la penetro in profondità con la lingua, assaporando i suoi umori fuoriuscire che si mescolano a quelli della figa originando un nettare dolcissimo. E perché mai, tesoro, non hai ancora visto nulla! Ma non sei preoccupata? E se davvero ci fosse qualcuno qui che ci spia??

Ti darebbe fastidio? Un intruso fra noi? Non voglio nessuno che turbi la nostra passione. Lei ubbidisce staccandosi dal mio abbraccio, spalancandomi nuovamente le gambe e mostrando entrambe le sue fonti di piacere di fronte a me. La mia eccitazione è risalita senza fine, la sua pure: con un dito non vè alcun senso in massaggiatore della prostata avvicino al suo buchetto e dolcemente lo infilo dentro al suo deretano, con un leggero gemito della mia amata.

Come un germoglio esso si chiude ed il mio dito si immerge al suo interno per ritrarsi subito dopo…. Nei suoi occhi mi perdo come nella vastità del mare, lei mi sorride ed il mio cuore è un martello nel petto. Mi sdraio e la bacio…. Giovanna respira profondamente e non mi ferma. Io forzo leggermente e penetro con la cappella, fermandomi subito dopo per dar modo al suo germoglio di sbocciare pienamente, allargandosi ed abituandosi alla mia presenza. Esco e ripenetro il suo sfintere per qualche tempo con la sola cappella, aspettando che si allarghi e diventi sempre più bagnato….

Cosa vuoi? I vestiti sono riposti accanto a lui sulla rena. Corpo giovanile, atletico e slanciato, capelli corti, i muscoli massicci in mostra, la pelle abbronzata o forse scura, lo sguardo fiero…ed una verga venosa che ci sovrasta, almeno 20 cm di asta dura e larga che sorpassa abbondantemente ed annichilisce le mie dimensioni.

O forse Colombiano? Nessun imbarazzo, nessuna incertezza nella sua voce profonda e rassicurante. Io guardo lui, lui guarda Giovanna e lei guarda me piuttosto intimorita senza che nessuno fiati più: se non fosse che tutti e tre siamo nudi, la scena avrebbe un che di comico.

La sua erezione rimane stabile in attesa di una nostra risposta, la mia invece ha perso di importanza vista lo spavento di questa improvvisata inaspettata.

Con fare sapiente lei comincia subito a succhiarlo, a baciarlo e a leccarlo, mentre lui le accarezza non vè alcun senso in massaggiatore della prostata viso, i capelli e la schiena. Io sono rimasto indietro a godermi la scena. Guardo i suoi non vè alcun senso in massaggiatore della prostata ed in essi mi perdo nuovamente: ogni volontà viene meno, ogni remora scompare: è solo un gioco diverso da prima, nella realtà siamo ancora uniti! Giovanna ritorna al suo pompino, io mi avvicino da dietro e comincio ad accarezzarle le tette a piene mani, alternando compressioni a leggeri sfioramenti delle mammelle e dolci ma decise strizzate ai capezzoli.

Strappata la custodia, si infila con decisione la protezione aiutato da Giovanna, messasi seduta, che glielo srotola non senza fatica fino a coprire tutto il possente non vè alcun senso in massaggiatore della prostata. Il cubano si ferma un attimo per far riprendere fiato a Giovanna…. Giovanna è sopra, il cubano sotto: lei inizia a dimenarsi strusciando il clitoride sul sottostante corpo e la sua vagina lascia la sua scia sulla sua asta e sul suo pube, che i suoi continui e rapidi movimenti la fanno sussultare senza posa.

A questa visione non resisto oltre e decido di uscire dal mio immobilismo: afferro con decisione lo stupendo seno di Giovanna che sobbalza ad ogni spinta ed inizio a massaggiarlo, a toccarlo, a strizzarlo, mentre con la mia bocca cerco avidamente la sua.

Trovatala, le nostre morbide lingue si avvinghiano tra loro in una nuova estenuante danza, non vè alcun senso in massaggiatore della prostata soffocano le grida di piacere in sommessi gemiti. Giovanna si muove selvaggia il cazzo sotto di lei mentre succhia avidamente il mio, con una mano dietro al mio non vè alcun senso in massaggiatore della prostata per non lasciarmi andare. Esausti, ci fermiamo di colpo per prendere fiato: io mi stacco dalla sua bocca e Giovanna si accascia sul petto del cubano, che tutto sudato la riceve tra le sue braccia.

Giovanna respira affannosamente, la pelle è tirata ed accaldata, ela vagina grondante sicuramente infuocata dal continuo attrito e dalle dimensioni forse eccessive del cubano, che sotto di non vè alcun senso in massaggiatore della prostata ansima pur mantenendo inalterata la penetrazione in lei.

In quella posizione china il culo di lei è in alto, maestoso, sodo, adorabile; il cubano ha intuito le mie intenzioni e le mette le mani possenti sulle chiappe, allargandole per offrimi il buchetto di Giovanna, che i miei trattamenti precedenti avevano già allargato per bene. Con la lingua mi avvicino nuovamente al suo germoglio già violato e lo inumidisco, baciandolo e pregustando una nuova penetrazione ….

Il cubano arresta la sua cavalcata e lascia che io sfoghi la mia calorosa passione giocando con lo splendido culetto di Giovanna, stesa a pecorina sul sottostante corpo…ed io spingo, spingo, spingo appassionatamente nel suo dolce culo e la mia asta scivola a gran velocità dentro e fuori di lei…spingo, spingo, spingo e lei geme di piacere ed io con lei mentre la mia cappella freme di gioia e di amore…. Giovanna acconsente con un leggero movimento del capo ed il cubano esce dalla sua figa bagnatissima; io non capisco cosa possa succedere ancora…poi mi accorgo con sorpresa che il suo cazzo è ancora in tiro e non ha ancora sborrato!

Sono passati quasi tre anni e non ho mantenuto le vecchie amicizie. Ho cambiato città e sono diventato Giulia o Julia. Mia sorella, a furia di raddrizzare cazzi è rimasta incinta di uno straricco cocainome e si è sposata.

Io continuo ad essere bisex, ma mi sono ambientato in questa nuova città del Nord Italia e tutti mi conoscono più nella non vè alcun senso in massaggiatore della prostata versione femminile che bisex. Una volta un carissimo amico, gestore di un club privè a Milano mi chiama chiedendo la mia disponibilità a presentare, una domenica pomeriggio, una festa presto il suo locale, era non vè alcun senso in massaggiatore della prostata tempo che non prendevo un microfono in mano ma accettai comunque per fargli un favore.

Torno per un attimo in sala, incrocio Fabrizio seduto ad un tavolino con qualche amico ed amico, lo saluto e vado a cena con i miei amici. Restiamo soli lui ed io per qualche minuto, parlando, mi fa una corte molto educata, si accomoda con noi un suo amico, sono venuti nel locale insieme in macchina, arrivano entrambi dalla provincia di Bergamo. Intavoliamo una conversazione a tre, guardando nel contempo le varie esibizioni BDSM che si svolgono in vari punti della sala.

Mi alzo, mi tolgo il vestito corto, nero, resto in reggiseno, perizoma, calze autoreggenti e scarpe. Si muove.

Mi monta. Mi sta scopando da una decina di minuti. Lo sento uscire da dentro di me. Senza distogliermi dal mio pompino lo saluto con un cenno della mano. La sensazione che ho sulla schiena mi procura un immenso piacere mentale.

Mi rivesto, vado in bagno, mi rinfresco sul bidet solo mezzo alle gambe, lascio che il suo sperma si secchi sulla mia pelle, sotto la stoffa del mio vestito. Raggiungo il resto della compagnia in sala, i miei amici mi fanno segno che è ora di andare, Fabrizio mi chiede il mio numero di telefono, lo scrivo su un foglietto preso al bar. Da quella sera Fabri ed io ci vediamo spesso, anche tre volte al mese, sempre durante i week-end, si sobbarca quasi chilometri in andata e altrettanti di ritorno per venire a prendermi, usciamo a cena, frequentiamo qualche club privè o altri locali.

Non posso dire che lui ed io stiamo veramente insieme, ognuno dei due è libero di fare quello che vuole, anche con altri, ma quando è insieme a me, per me e per tutti quelli che ci conoscono, lui è il mio uomo e da tale si comporta.

Molto spesso il banco del bar di qualunque tipo di locale è il miglior luogo per fare delle conoscenze. Io non sono più iscritta da più di un anno a causa di una lite personale con il webmaster, lui lo è ancora. A lui piace il genere, piace la mia compagnia, è fidanzato con una ragazza di cinque anni più giovane di lui ma, nonostante questo, spesso mi invita a cena in qualche ristorante, andiamo a fare delle passeggiate sul Lago, a volte mi accompagna a ballare o in qualche club, ma di sesso non se ne parla neppure, eppure se Manuele me lo chiedesse mi farei scopare.

Avverto una presenza interessante alle mie spalle, mi volto a guardare, il mio sesto senso non mi tradisce non vè alcun senso in massaggiatore della prostata.

Un ragazzo, alto quasi centimetri, un bel fisico, testa completamente rasata, neanche un filo di barba, lineamenti delicati, un ampio sorriso sulle labbra. Sta ordinando da bere, per lui e la sua amica, o moglie, o fidanzata.

Anche lei un bel viso, ma un corpo che non rispecchia il volto, troppo robusta, fianchi troppo larghi. Incrocio il suo sguardo, mi sorride ed io contraccambio. In effetti mi sta guardando, ora ho le spalle della sua compagna rivolte a me, lui è di fronte, mi fissa. Gli faccio un occhiolino e mi volto nuovamente sorridendo. Manuele mi fa il segno se desidero ancora da bere, annuisco con il capo.

Sta tornando dal bancodel bar con non vè alcun senso in massaggiatore della prostata bicchieri in mano. Bevo, parlo, con lui ed altri. Mi prende per mano, attraversiamo insieme il corridoio che divide le due sale. Esco dal bagno, Manuele sta guardando dentro una stanza, lo raggiungo, mi avvicino, guardo insieme a lui. Un paio di non vè alcun senso in massaggiatore della prostata mi sfiorano il sedere, mi giro per vedere chi è, non riconosco nessuno, troppa confusione.

Andiamo verso la sala cinema, ci sediamo su un divanetto libero. Guardiamo il teleschermo, una morettina in reggicalze è alle prese con tre uomini. Accavallo le mie gambe, la mia gonna corta scopre totalmente le mie autoreggenti. Resta fermo con la mano appoggiata continuando a guardare lo schermo. Mi chiedono se ti vedo ancora, che fine hai fatto, perché te ne sei andata, Sai in quanti volevano o vorrebbero scoparti?

Provo a prenderglielo fra le dita, anche se ingrossato dalle varie stoffe, per tastanrne la grossezza. Ha proprio un bel cazzo. La sua resistenza ormai è crollata, mi abbraccia e mi avvicina a se con un braccio, mi infila la lingua in bocca. Continuo ad accarezzarglielo, è proprio grosso dentro la mia mano.

La sua lingua sta cercando la mia.